l’iniziativa di Gianni Simioli e Radio Marte che come canzone di queste festività in mascherina hanno saggiamente riscoperto «Mo’ vene Natale», chiudendo l’anno del centenario carosoniano: arrangiata da Gianluca Carbone, la filastrocca dell’americano di Napoli è tristemente perfetta per le festività in clausura che ci aspettano.

L’incipit è affidato a Peppino Di Capri, i cori dei Soul To Food provano a dare una tinta «black» preparando la strada a sua sensualità SVM e ad una sorpresa assoluta, la prima volta in napoletano di Neffa, alias Giovanni Pellino da Scafati, che un album verace lo cova da anni e stavolta, con tanto di autotune, aggiunge del suo ai versi del maestro di «Caravan petrol»: «Facimmo Natale come amm’ fatt’ Pasca, hanno misso o lockdwon i’ manc’ scenno abbascio, pure se è zona rossa io spero proprio che Babbo Natale passa. Mo vene Natale e ce ne stammo o frisc, a Befana nun vene pecché è fascia a rischio e pe’ furtuna ca nun vego a zia Carmela ca è sempe triste». Verace, originale, canto di distanza e autarchia, Pippo Seno alla chitarra, Roberto D’Aquino al basso.

Ascoltala su https://www.youtube.com/watch?v=hyf5SVpmLXM
Radio Marte#natalediverso
#canzonedelrispetto

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *